In cucina con amore e poesia

 

 

 

Cucinare è come amare… o ci si abbandona completamente o si rinuncia.

Harriet Van Horne

 

Una donna che sa fare la pasta a regola d’arte ha un prestigio che resiste anche oggi a qualsiasi altro richiamo dei tempi.

Sofia LorenIn cucina con amore, 1971

 

Buona cucina e buon vino, è il paradiso sulla terra.

Enrico IV

 

Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto.

Anthelme Brillat-SavarinFisiologia del gusto, 1825


Odiato o amato, preparato con cura o consumato al volo, il cibo è sempre in cima ai nostri pensieri, anche quando non vogliamo. Lo sa bene chi, in un momento d’ansia, si ingozza di salatini e patatine; o chi, per lenire un dispiacere, divora un panettone intero. Ma il cibo è molto più che la valvola di sfogo delle nostre tensioni: il cibo è nutrimento e vita, è cura e attenzione, è socialità e comunicazione. Cucinare diventa quindi un atto profondamente creativo, giocoso, rassicurante, in cui ogni fase della realizzazione di una ricetta diventa un momento prezioso, da godere da soli o condividere con gli altri: preparare gli ingredienti, manipolare la materia, attendere la cottura, assaggiare. Fino al momento più bello e più atteso, quello del convivio.

Proprio così in cucina ci si sta con amore e per amore. In cucina ci vuole fantasia,

poesia e musica, amore ed allegria. Il risultato saranno dei piatti straordinari. Mia

nonna, quando ero ragazzetta, mi diceva che in cucina ci vogliono tanti ingredienti,

ma quelli che non devono mancare assolutamente sono: roba fresca, pazienza e tan-

to amore. Senza non si va da nessuna parte, anche per fare due spaghetti all’aglio-olio-

peperoncino, ci vuole tutto questo. Vi è mai capitato di essere nervose, di avere avuto

un dispiacere? Sicuramente si e vi ricordate che quel giorno in cucina è andato tutto

storto?  Gira e rigira senza amore non si va da nessuna parte. Tutti mi dicono che sono

brava in cucina…….sarà perchè sono sempre innamorata della vita? Amo cucinare, lo

faccio con grande piacere, e quando preparo i miei piatti penso alle espressioni dei miei

comensali. Quando vedo che i piatti restano puliti, per me è un grande premio e non pen-

so alle fatiche fatte e alle ore passate ai fornelli. Ci vuole amore per preparare il ragù, le

frittelle e le torte, la zuppa di fagioli e orzetto. Impastare, frullare, sbattere, girare, aggiun-

gere, tutto va fatto con amore. Quando sono ai fornelli mi piace ascoltare musica o magari

una poesia e vi posso assicurare che le mani volano…………..

 


“Dopo il non far nulla, io non conosco occupazione per me più deliziosa del mangiare, mangiare come si deve, intendiamoci. L’appetito è per lo stomaco ciò che l’amore è per il cuore.
Lo stomaco vuoto rappresenta il fagotto o il piccolo flauto, in cui brontola  il malcontento o guaisce l’invidia; al  contrario, lo stomaco pieno è il triangolo del piacere oppure i cembali della gioia.
Quanto all’amore, lo considero la prima donna per eccellenza, la diva che canta nel cervello cavatine di cui l’orecchio si inebria e il cuore ne viene rapito.
Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita, e che svanisce come la schiuma di una bottiglia di champagne.
Chi la lascia fuggire senza averne goduto, è un pazzo.” G.Rossini

 

Lo si schiaccia dolcemente tra lingua e palato; lentamente fresco e delizioso, comincia a fondersi: bagna il palato molle, sfiora le tonsille, penetra nell’esofago accogliente e infine si depone nello stomaco che ride di folle contentezza. Flaubert parlando del gelato

 

La dieta

Doppo che ho rinnegato Pasta e pane,
so’ dieci giorni che nun calo, eppure
resisto, soffro e seguito le cure…
me pare un anno e so’ du’ settimane.

Nemmanco dormo più, le notti sane,
pe’ damme er conciabbocca a le torture,
le passo a immaginà le svojature
co’ la lingua de fòra come un cane.

Ma vale poi la pena de soffrì
lontano da ‘na tavola e ‘na sedia
pensanno che se deve da morì?

Nun è pe’ fà er fanatico romano;
però de fronte a ‘sto campà d’inedia,
mejo morì co’ la forchetta in mano!

Aldo Fabrizzi ci tentò diverse volte ma per lui mangiare era tutto!!!!!!!!!

 

E per finire una bellissima poesia d’amore, che non guasta mai, anche il cuore vuole il suo cibo preferito:

 

 

 

Polvere di luna

a imbiancare il litorale

scende

e l’onda

che l’eterno andare increspa,

sulla scogliera si spegne.

Sagome d’abbracci,

nel pallore della luce,

nere si stagliano

e lucciole di lampare

scompaiono

nel magico dondolio

del liquido universo

che le contiene.

Indovino laggiù

un filare di pini

netto contro il cielo

stagliarsi, là dove

di chiarori inquietanti

sfuma

e di luci occhieggia

l’immutato calar della sera

che sulla penombra

morbida incombe.

Maria Cavallaro


E con la bellissima poesia di Maria, nostra cara amica,
chiudiamo il nostro pomeriggio…….tranquilli ho prepa-
rato la torta alle mandorle e poi caffè

BUON POMERIGGIO

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4 risposte a In cucina con amore e poesia

  1. Ciao Tina…a dire il vero sò cucinare ma non è la mia passione ….. ho sempre un pò ammirato chi lo fà come fosse un arte…tutti hanno sempre apprezzato la mia cucina ma a me costa molta fatica….prendo volentieri una fetta della tua torta un caffè ti lascio un sorriso ….baci

  2. Donatella ha detto:

    Non mi vergogno di dirlo…mangiare mi piace un sacco :-D ma perchè come tu giustamente dici, cara nonna, il significato del cibo va ben al di là del semplice “riempirsi lo stomaco”…è un momento di gioia da condividere con chi amiamo. La prova nel mio caso è che quando sono sola ho molta meno fame…
    Quanta dolcezza che ci hai fatto trovare, prima la bellissima poesia di Maria e poi la tua torta alle mandorle…grazie, mia dolcissima nonna, ti voglio bene…buona serata e tanti baci!

  3. maria cavallaro ha detto:

    Tina per prima cosa grazie di aver dato spazio alla mia poesia, sei sempre gentile. Il tuo post è un inno al piacere del palato, è vero la cucina è un’arte che nelle sue forme più raffinate diventa poesia, cucinare mi dà gioia più che mangiare, ma vedere i miei ospiti deliziati chiedere il bis mi dà tanta soddisfazione, la creatività è importante, mi piace stupire un pò quando invito qualcuno e allora preparo tanti manicaretti diversi e particolari, ma alla fine della serata crollo sfinita. Un abbraccio, Maria

  4. Hai sempre dei post stupendi Tina, molto interessanti…..sai io amo mangiare, e quando sono innamorata pure cucinare …..e poi si dice che la via del cuore passa per la gola…dolcissima notte

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